Misteri “italiani”

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Come dischi rotti la stampa di regime e la sinistra accogliona non perdono occasione per rimescolare nel pentolone una minestra ormai scotta e maleodorante che ogni tanto vorrebbero propinarci spacciandola come fresco elisir: lo ius soli. Argomento sul quale i progressisti hanno definitivamente affossato le proprie già esigue chances elettorali lo scorso 4 marzo e seguenti.

Per i soloni della sinistra al caviale a nulla valgono le considerazioni che i bimbi stranieri, anche se senza cittadinanza italiana, non hanno nessun diverso trattamento rispetto ai bimbi italiani. A nulla vale il dato che vede l’Italia come il Paese che in Europa concede più cittadinanze ogni anno (circa 200.000 nel 2017) distaccando di alcune lunghezze la Gran Bretagna seconda in classifica (fossimo gli ultimi, vabbè, ma siamo i primi). Per loro non valgono neppure le considerazioni che la cittadinanza italiana la si acquisisce già in molti modi: se nasci da almeno un genitore italiano, se sposi un italiano/a, se vivi e lavori per un certo periodo in Italia, se compi 18 anni (e a quel punto scegli consapevolmente quale cittadinanza ottenere).

L’accanimento progressista sullo specifico argomento ha da sempre un non so che di misterioso, tanto che per trovare una spiegazione siamo costretti a pensar male ed immaginare che questa sia la via per mezzo della quale la sinistra vada alla ricerca dell’elettore perduto (in particolare la comunità musulmana tende a votare maggiormente a sinistra) tentando di accattivarsi le simpatie sia degli stranieri che già risiedono nel nostro Paese regolarmente sia di chi (per ora) in regola non è ma che un giorno lo sarà e voterà. Basterebbe questo sospetto per ipotizzare che tutto questo impegno potrebbe non essere un slancio altruistico verso lo straniero ma semplicemente un basso calcolo di bottega.

Se la tesi è corretta allora si spiegano meglio alcuni “misteri” (si fa per dire) mediatici riscontrati nella gravissima vicenda dello scuolabus dirottato dall’autista senegalese con a bordo 51 ragazzini (che non è finita in tragedia grazie alla professionalità e sangue freddo dei nostri Carabinieri). Forse metterli insieme questi “misteri” uno in fila all’altro può far capire, semmai ce ne fosse ancora bisogno, il meccanismo di persuasione che viene messo in piedi quando si vuol manipolare l’opinione pubblica su determinati temi (a parte il grande mistero che non ha niente a che vedere con lo ius soli e l’accoglienza ma che merita di essere citato e cioè come ha fatto un uomo con simili precedenti penali – guida in stato di ebrezza ed abuso su un minore – a trovarsi al volante di uno scuolabus):

Mistero 1: l’autista dice di aver compiuto il gesto criminale per vendicare gli africani morti in mare a causa di questo governo. Dai mass media e dalla sinistra stranamente nessuna precisazione che è invece proprio grazie a questo governo che i morti in mare sono finalmente diminuiti. Forse sarebbe stato il caso di ricordarlo onde evitare in futuro situazioni analoghe a quelle dello scuolabus di Milano ma la narrazione dominante, quella che appoggia l’immigrazione senza regole, lo vieta: non sia mai che si sappia che il Ministro degli Interni è sulla strada giusta, per carità!;

Mistero 2: solo i bambini (stranieri) Ramy e Adam hanno ottenuto una elevata esposizione mediatica in quanto sono stati identificati come gli eroi della situazione che con il loro coraggio hanno allertato le forze dell’ordine; invece Riccardo e Nicolò, i due altrettanto coraggiosissimi bimbi italiani che avevano nascosto il telefonino usato per dare l’allarme e che si erano offerti in ostaggio del senegalese, sono stranamente spariti dalle cronache e non sono stati invitati a nessuna trasmissione televisiva compresa l’immancabile faziosa “che Fazio che fa” che Riccardo e Nicolò avranno visto solo da casa come spettatori. Gli eroi italiani non giocano a favore dell’ideologia mainstream immigrazionista, gli eroi stranieri sì;

Mistero 3: il Presidente Mattarella che si era pubblicamente scandalizzato per il lancio di un uovo all’indirizzo dell’atleta di colore, stranamente non ha proferito parola sull’atto di terrorismo più grave dai tempi delle BR che potenzialmente poteva causate la morte di 51 innocenti: avrà forse ritenuto di non esporsi troppo sul tema dei delinquenti di importazione per non urtare la suscettibilità dei progressisti petalosi e della loro narrazione in base alla quale nel nostro Paese arrivano solo quelli bravi che restituiscono i portafogli che trovano per strada. Tutto il resto (stupri, furti, spaccio, sgozzamenti e squartamenti), cari miei, è percezione;

Mistero 4: alcuni benpensanti politici e giornalisti di sinistra se ne sono usciti con affermazioni meritevoli dell’esilio perpetuo su un’isola del Pacifico circondata da squali, e ciò è avvenuto nell’assoluta indifferenza dei mass media e nella mancanza assoluta di presa di distanza e condanna da parte della sinistra buonista (Gad Lerner: “La follia criminale del cittadino italiano Ousseynou Sy è l’esito di una contrapposizione isterica che manifesta ostilità agli immigrati additandoli come privilegiati, negando le loro sofferenze e la loro umanità”; Livia Turco (PD): “Sono fatti che creano angoscia e allarme, ma che vanno compresi, compresi nel senso di comprenderne la ragione”; Luca Bottura giornalista di Repubblica: “Un senegalese con cittadinanza italiana è un italiano. E il titolo di questa notizia è: ‘Autista squilibrato crea code sulla Paullese’. Non altro. E il nostro ministro dell’interno è razzista“). Esempi lampanti che l’esigenza prioritaria nel nostro Paese non è quella di riaprire i porti o le case chiuse bensì i manicomi;

Mistero 5: il padre di Ramy dichiara in un’intervista di non essersi mai sognato di chiedere la cittadinanza italiana né per sé né per i suoi figli, ma di essere stato invitato dai giornalisti a farlo (https://www.youtube.com/watch?v=DWL6i7rT1mA). Stranamente (ma direi ovviamente) mass media allineati e sinistra accogliona tacciono sull’autogol clamoroso. Ennesima figura di cacca abilmente sviata e nascosta sotto il tappeto;

Mistero 6; dopo le assicurazioni da parte del Ministro dell’Interno che per i due ragazzini eroi è stata avviata la procedura per la concessione della cittadinanza, la vicenda del dirottamento è stata improvvisamente allontanata dai riflettori (come se nulla fosse successo) e quasi derubricata a normale fatto di cronaca; esaurito lo spot pubblicitario sullo ius soli infatti non sarebbe rimasto che parlare dell’attentatore, ma è meglio di no, non approfondiamo troppo dato che è di origini senegalesi…..

Mistero 7: per festeggiare la notizia della possibile cittadinanza per Ramy, lui e suo padre si fanno fotografare avvolti nella bandiera egiziana tanto per dimostrare a tutti per quale Patria battano (giustamente) i loro cuori. Notizia trattata con un prevedibile atteggiamento di basso profilo di stampa allineata e sinistra le quali hanno puntualmente ignorato la circostanza. Forse per non far capire a nessuno che il famoso “ius soli” lo vogliono solo loro.

 

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