Riscaldamento globale: la grande truffa?

tempo di lettura: 3 minuti

Avevo già trattato il tema del riscaldamento globale in un precedente post del 27/7/2019 (https://politicaesocieta2015.wordpress.com/2019/07/27/le-balle-del-pensiero-unico-2-episodio-il-riscaldamento-globale/).

Prendo spunto dal fallimento della conferenza di Madrid sul clima (COP 25 – nel quale Cina, India, Stati Uniti e Russia di sono defilati dal sottoscrivere impegni sui futuri tagli delle emissioni di gas serra), per tornare sull’argomento.

A margine di quella conferenza l’Europa dal canto suo sta preparando il compitino a casa e sta lavorando all’obiettivo di raggiungere zero emissioni nette entro il 2050. La stessa promessa è stata fatta a più riprese negli anni da vari politici in giro per il mondo. A questo riguardo apro subito una breve parentesi su cosa questo significhi in termini pratici perché fa molto trendy dire “zero emissioni entro il 2050” ma la realtà dei fatti è molto complicata. In base a quanto descritto in questo articolo di Forbes (https://www.forbes.com/sites/rogerpielke/2019/09/30/net-zero-carbon-dioxide-emissions-by-2050-requires-a-new-nuclear-power-plant-every-day/ ), per ottenere l’equivalente di energia prodotta dai combustibili fossili da qui al 2050, occorrerebbe costruire 3 centrali nucleari di nuova generazione ogni 2 giorni da oggi per i prossimi 31 anni per un totale di circa 17.000 nuovi impianti. Se consideriamo che il nucleare esiste da circa 70 anni e attualmente nel mondo ci sono 442 centrali nucleari operative abbiamo la misura della questione. In alternativa, dato che le centrali nucleari non piacciono a tutti, si potrebbero costruire pale eoliche: ne servirebbero 1.500 al giorno tutti i giorni sino al 2050. Totale 16.972.500 nuove pale eoliche.

Ce la possiamo fare? Lascio il giudizio a chi sta leggendo. Quando sentirete qualcuno che promette emissioni zero entro il 2050 ricordatevi di questo calcolo traendo le opportune conclusioni circa la serietà di chi vi sta probabilmente prendendo per il naso. Le utopie sono bugie molto dolci da raccontare.

Il calcolo di Forbes sarà attendibile? In ogni caso fornisce l’ordine di grandezza di un problema apparentemente enorme ovvero la necessità di escogitare misure alternative alle fonti non rinnovabili dato che per i catastrofisti dell’ambiente occorre “salvare il pianeta” dalla distruzione e dallo scioglimento dei ghiacciai che ci farà morire tutti annegati.

Ma le cose stanno veramente così? Siamo proprio sicuri i gas serra prodotti dall’uomo ci porteranno sull’orlo del baratro?

Qualche sospetto sulla attendibilità del pensiero dominante potrebbe sorgere nel momento in cui analizziamo la letteratura disponibile sull’argomento. La stragrande maggioranza dei testi reperibili in rete da siti specializzati a riguardo ci dicono:

  • che i gas serra sono la causa del riscaldamento globale
  • che i gas serra sono in aumento vertiginoso negli ultimi anni
  • che l’uomo produce quantità enormi di gas serra
  • che, di conseguenza, è colpa dell’uomo se le temperature aumentano e i ghiacciai si sciolgono perché producendo gas serra causiamo l’aumento delle temperature.

Insomma, sarebbe tutta colpa nostra, della nostra civiltà di irresponsabili che stanno “giocando col futuro delle generazioni a venire”.

Sarà un caso ma in nessuna pubblicazione delle numerose che ho consultato viene esposta dettagliatamente la reale percentuale di gas serra di produzione antropica (dell’uomo) rispetto alla mole di gas serra naturalmente presenti nell’atmosfera. Davvero singolare questa circostanza, come se non si volesse fornire ai più una informazione fondamentale per valutare la veridicità delle teorie dominanti sul riscaldamento globale in base alle quali esso sarebbe causato dalle attività umane. L’unica eccezione che ho riscontrato è un interessante articolo in lingua inglese (https://www.geocraft.com/WVFossils/greenhouse_data.html) ripreso anche in italiano dal sito centrometeo.com (http://www.centrometeo.com/articoli-reportage-approfondimenti/climatologia/5845-effetto-serra-attivita-umane-come-stanno-le-cose) che fornisce una misura esatta dell’impatto delle attività umane sui gas serra complessivamente presenti nell’atmosfera.

I dati presentati sono assolutamente sconvolgenti:

le percentuali di gas serra prodotti dalle attività umane, quelli che secondo la vulgata ormai genericamente accettata, sarebbero responsabili dell’innalzamento delle temperature del pianeta, sono ricomprese in un range tra lo 0,28% ed il 2,208%.

Questa forbice si ottiene considerando nel primo caso che il totale dei gas serra sia costituito da vapore acqueo al 95% e nel secondo caso che questa percentuale sia del 60%. La tabella seguente è estremamente esplicativa:

Dati basati sulla concentrazione (ppb) tenendo conto del GWP

% di Effetto serra (caso: vapore acqueo al 95%) % Naturale % Man-made % di Effetto serra
(caso vapore acqueo al 60%)
% Naturale % Man-made
Vapore acqueo 95.000% 94.999% 0.001% 60.000% 59.999% 0.001%
Anidride Carbonica (CO2) 3.618% 3.502% 0.117% 28.948% 28.015% 0.934%
Metano (CH4) 0.360% 0.294% 0.066% 2.84% 2.32% 0.521%
Protossido di azoto (N2O) 0.950% 0.903% 0.047% 7.6% 7.225% 0.375%
Altri gas (CFC, ecc) 0.072% 0.025% 0.047% 0.574% 0.197% 0.377%
Totale 100.00% 99.72 0.28% 100.00% 97,756% 2.208%

 

Si rimanda alla lettura degli articoli citati per un eventuale interessantissimo approfondimento.

Che conclusioni si traggono?

  1. che la maggior parte del gas serra esistente è costituito da vapore acqueo (e su questo non possiamo intervenire);
  2. che la totalità o quasi del vapore acqueo è di origine naturale (e neppure qui possiamo intervenire);
  3. che la percentuale di anidride carbonica, metano, protossido di azoto ed altri gas presenti in atmosfera sono per la maggior parte di origine naturale (e anche su questo non possiamo farci niente)
  4. che la percentuale di gas serra prodotti dalle attività umane è insignificante.

Se questi sono i numeri, quanto possono incidere iniziative quali il Protocollo di Kyoto o di Parigi, che peraltro richiedono riduzioni solo parziali, rispetto alla variabilità naturale del sistema climatico terrestre?

“Non c’è alcun dubbio sul fatto che anche se puntualmente osservato, il Protocollo di Kyoto avrebbe un effetto impercettibile sulle temperature future – un ventesimo di grado entro il 2050”. [Dr. S. Fred Singer, atmospheric physicist Professor Emeritus of Environmental Sciences at the University of Virginia, and former director of the US Weather Satellite Service; in a Sept. 10, 2001 Letter to Editor, Wall Street Journal].

È abbastanza chiaro dove sta l’inganno? L’informazione mainstream continua a martellare l’opinione pubblica su quanto siano aumentate le emissioni di anidride carbonica negli ultimi decenni fornendo però il solo dato assoluto e non quello percentuale riferito a quanto “pesano” queste emissioni sia rispetto all’anidride carbonica di produzione naturale (l’uomo produce tra lo 0,117% e lo 0,934 dell’anidride carbonica complessiva, una quantità estremamente contenuta) sia rispetto alla totalità dei gas serra (come abbiamo visto tra un modestissimo 0,28% ed il 2,208%).

È certamente vero che la concentrazione di anidride carbonica abbia raggiunto i più alti livelli da 800.000 anni a questa parte ma la quota prodotta dall’uomo è così contenuta che se anche la razza umana si estinguesse domani, il clima non ne risentirebbe affatto. Però a voi raccontano che sono 800.000 anni che non stavamo messi così male e a sostegno della tesi vengono mostrati grafici come questi che esposti così non significano nulla perché non vengono messi in correlazione con i gas serra totali:

Qualcuno pensa veramente che una percentuale di gas serra prodotti dall’uomo nella misura dello 0,28% sia responsabile dell’aumento delle temperature globali? E il restante 99,72% non conta nulla? Conta solo ciò che produciamo noi? Immaginate la vostra scrivania di 2 metri per 1 metro e sopra quest’area disegnate un quadrato di 7,5 cm di lato; queste sono le proporzioni tra i gas serra antropici ed i gas serra totali.

Giova poi ricordare un aspetto non trascurabile ma che tuttavia non viene mai citato: l’anidride carbonica è il nutriente delle piante e non è inquinante; tutta la vita sulla Terra – piante e animali allo stesso modo – ne trae beneficio essendo questa basata sulla chimica del carbonio nella quale la CO2 è un elemento essenziale.

Se i numeri sono questi credo non ci siano molti dubbi ma attendo smentite e sono pronto a ricredermi.

Certamente è opportuno rendere l’aria respirabile soprattutto nelle città ma questo è un discorso completamente diverso: un conto è dire che i gas nocivi prodotti dall’uomo se concentrati nelle città fanno male alla salute e quindi vadano contenuti ma cosa ben diversa è dire che occorre limitare lo sviluppo economico di intere aree del pianeta che ancora oggi contano per il proprio progresso sullo sfruttamento delle fonti tradizionali paralizzando buona parte dell’economia mondiale perché altrimenti i ghiacciai si sciolgono. E il motivo è esattamente nei numeri esposti sopra. Ridurre lo 0,28% allo 0,14% o allo 0,08% che impatti avrebbe sulla temperatura del pianeta?

Verosimilmente nessuno.

La stragrande parte dei gas serra ha origine naturale e nulla possiamo fare per cambiare il corso delle cose. Mettiamoci il cuore in pace.

Dovremmo inoltre raccontare ai paesi in via di sviluppo che essi dovranno rinunciare a gran parte delle loro prospettive economiche basate sulle fonti tradizionali? Ciò causerebbe carestie di proporzioni bibliche e milioni di morti per fame. È questo che vogliamo?

Aggiungiamo inoltre che il programma di riduzione delle emissioni come previsto dal protocollo di Kyoto dovrebbe costare cifre iperboliche, di molto superiori all’intero PIL mondiale. Sarebbe come sentirsi dire dal proprio medico che dobbiamo ridurre il colesterolo da 10 a 5 (quando il limite è 200) assumendo un farmaco che costa il 99% del nostro stipendio. Chi inizierebbe una cura così costosa per ridurre un tasso di colesterolo già di per sé insignificante? Eppure questo ci stanno raccontando da anni. E la stragrande maggioranza delle persone si beve questa gigantesca bufala.

Sorgono spontanee almeno due domande:

  • se non sono i gas serra antropici, allora qual è la causa dell’aumento della temperatura del pianeta?
  • perché la comunità scientifica si è orientata sulla spiegazione “antropica” del riscaldamento globale e ci vengono propinate da anni bugie clamorose sulla responsabilità dell’uomo in relazione ad esso?

Alla prima domanda le risposte sono molteplici ma principalmente riconducibili o a fenomeni esogeni quali la variabilità periodica dell’attività solare e la variazione periodica dell’asse terrestre o a fenomeni endogeni quali l’attività vulcanica. Una buona spiegazione è fornita da questo articolo in lingua inglese https://www.geocraft.com/WVFossils/ice_ages.html. L’aumento delle temperature (o la loro diminuzione) non è assolutamente correlabile (se non in minima parte) con la produzione di gas serra antropici. Questo articolo ed altre fonti ipotizzano inoltre l’arrivo imminente di una nuova “piccola era glaciale” che potrebbe durare alcuni decenni e che farebbe sparire di colpo le preoccupazioni dei catastrofisti del riscaldamento globale e i loro seguaci https://www.ildolomiti.it/blog/tiberio-chiari/dallinverno-del-2020-le-temperature-potrebbero-abbassarsi-drasticamente-un-raffreddamento-causato-dal-ciclo-solare-in-arrivo-con-il-ritorno-di-una-piccola-era-glaciale

https://www.attivitasolare.com/la-piccola-era-glaciale-2020-2060/

Quando ciò avverrà il pensiero unico modificherà il proprio linguaggio passando dal “riscaldamento globale” ai “cambiamenti climatici” imputando questi ultimi come sempre all’uomo anche se in realtà la verità è ben diversa.

Alla seconda domanda ho già dato la mia risposta nel post precedente già citato (https://politicaesocieta2015.wordpress.com/2019/07/27/le-balle-del-pensiero-unico-2-episodio-il-riscaldamento-globale/) che ha a che fare esclusivamente con il concetto di potere. A quelle osservazioni potrei ora aggiungere che negli anni ’40 del secolo scorso l’opinione dominante era che ci saremmo avviati verso una nuova glaciazione (“raffreddamento globale”) ma poi, dopo una serie di rilevazioni consecutive per alcuni anni di lievi e costanti incrementi della temperatura media globale (misurata a terra) l’orientamento generale si spostò sulla tesi opposta che via via si è cristallizzata nel corso dei decenni rendendo difficile un ripensamento generalizzato che oggi ai climatologi costerebbe moltissimo in termini di fama, prestigio e sovvenzioni pubbliche.

Alla domanda “com’è possibile che una percentuale così modesta di gas serra antropici influisca sulle temperature del pianeta?” non so rispondere. Bisognerebbe porre lo stesso quesito ai fanatici della teoria del riscaldamento globale antropico.

Anzi, se qualcuno di essi leggesse queste righe, lo pregherei di fornirmi il suo punto di vista a riguardo supportato da dati precisi.

Non si tratta di fare dietrologie o complottismi.

Si tratta di numeri e se qualcuno è in grado di smentirli, si faccia avanti. Grazie.

 

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9 commenti

  1. Michael Crichton lo aveva spiegato nel suo capolavoro “Stato di paura” ormai 15 anni or sono: «Immaginate la composizione dell’atmosfera terrestre come un campo da football americano. La maggior parte dell’atmosfera è costituita dall’azoto. Perciò, partendo dalla linea di porta, l’azoto arriva fino alla linea dei settantotto metri. Quasi tutto il resto è ossigeno. L’ossigeno arriva fino alla linea dei novantanove metri. Rimane un solo metro. Ma la quasi totalità di quello che rimane è argo, un gas inerte. L’argo arriva fino a sette centimetri e mezzo dalla linea di porta. Proprio quant’è spessa la striscia di gesso, più o meno. E quanto di quei sette centimetri e mezzo è anidride carbonica? Due e mezzo. Questa è la quantità di CO2 che è presente nella nostra atmosfera. Due centimetri e mezzo di un campo da football americano da cento metri […]. Vi è stato detto che negli ultimi cinquant’anni l’anidride carbonica è aumentata. Sapete di quanto è aumentata, nel nostro campo di calcio? È aumentata di tre ottavi di centimetro – meno dello spessore di una matita».

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    • In effetti sarebbe interessante che qualcuno spiegasse come mai sarebbe una quantità minima di gas serra antropici a provocare sconvolgimenti planetari e non invece la stragrande maggioranza di gas serra naturali. Come scrivevo, sarei disposto a ricredermi ma solo dopo esaustive spiegazioni…. che sinora non ho reperito. Ma forse ho cercato poco….

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  2. IHHHH! Speriamo che Greta non passi di qui, se no vi fulmina con lo sguardo come ha fatto con Trump all’Onu che poi tutti i giornali scrivono gongolanti, come quella volta, come vi abbia inceneriti e umiliati e a voi toccherà suicidarvi per la vergogna.

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  3. In effetti i dati in nostro possesso dicono che negli anni 50 la CO2 era 310 parti per milione. Oggi, dopo 70 anni, è 410 parti per milione. Gli adamiti gridano alla catastrofe perché è aumentata del 30%. E continuando di questo passo, C’è un aumento di 2 parti per milione ogni anno, fra 50 anni si è lamentata di un altro 25%. Fanno leva sui numeri in senso relativo. Tralasciano i numeri in senso assoluto perché darebbero loro torto. Infatti: 300 parti per milione equivale allo 0,03% dell’atmosfera. 400 parti per milione equivale allo 0,04%. Di gas disperso ,non uno stato uniforme come è l’ozono a 25 km di altezza. quindi è conto i catastrofisti il clima sarebbe cambiato sulla terra perché nell’atmosfera cielo 0,01% in più di CO2 dispersa in atmosfera. Bufala colossale. Non c’è bisogno di uno scienziato per capire quanto sia irreale una cosa simile. analizzando oltretutto l’aumento di 2 parti per milione annuale, vuol dire che fra 1000 anni la percentuale di CO2 dispersa nell’atmosfera sarà arrivata allo 0,2%. Avrà pertanto raggiunto una percentuale totale dello 0,24% come gas disperso nell’atmosfera. Quindi neanche fra 1000 anni avrà una percentuale sufficiente a modificare il clima del nostro pianeta. Perché qui ti salgono le temperature? Analizziamo i fatti. Le temperature sono aumentate in termini relativi soprattutto in cima ai monti. Dove non esiste CO2 essendo un gas pesante. sulle vette dei Monti è assente anche l’aerosol prodotto dalle attività umane e non. Aerosol che fata schermo Ai raggi infrarossi del sole. E le alte vette quindi il sole è libero di esprimere tutta l’energia, e gli effetti si vedono. Famoso scioglimento dei ghiacciai. Ancora: non esiste un storico delle temperature del suolo, esiste uno delle temperature delle acque. E si è visto che i mari sono aumentati di temperatura molto più dell’aria. Come sappiamo gli infrarossi del Sole scaldano molto poco l’aria. Hanno effetto sui materiali con molecole dense. Scaldano quindi gli oggetti ed i mari che a loro volta scaldano l’aria. Gli allarmisti capovolgono la fisica e ad assariiscono il contrario. Che cioè è l’aria che sta scaldando i mari. Fanno leva cioè sull’ignoranza della massa.

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    • anzitutto scusi per il ritardo nella risposta. Ciò che lei afferma è verissimo. Inoltre sappiamo che il 95% della CO2 presente in atmosfera è di produzione naturale (oceani, foreste, vulcani) e su questa non possiamo fare nulla. Tra l’altro è interessante notare che la ben nota “barriera equatoriale” impedisce ai gas serra di passare da un emisfero all’altro: il 95% dell’inquinamento è prodotto nell’emisfero nord. Le misurazioni di CO2 degli ultimi 50 anni mostrano un incremento della CO2 identico nei 2 emisferi. Questa osservazione contrasta con la teoria della produzione di CO2 antropica e conferma che la CO2 è prodotta il larghissima parte naturale. Purtroppo i fautori del riscaldamento globale antropico non spiegano mai anomalie come queste. Quando una teoria presenta troppe anomalie deve essere rivista e temo che questa non sia da considerarsi teoria ma mera congettura trasformatasi via via in una specie di credo religioso. Grazie per il suo commento. Un saluto.

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