Ursula e i panni sporchi

tempo di lettura: 2 minuti

Ursula l’avvoltoio ieri ha parlato: la Commissione Europea ha sospeso il patto di stabilità. Significa, in parole povere, che i singoli Paesi della UE ora possono aumentare la spesa, il deficit, l’indebitamento.

Proponiamo la massima flessibilità per le regole di bilancio che consentirà ai nostri governi nazionali di supportare tutti…..voglio assicurarmi di rispondere nel migliore dei modi alla dimensione umana e socioeconomica della pandemia di Coronavirus”.

Le fa eco il paggetto Gualtieri: “la sospensione del patto di stabilità è una buona notizia. Aiuterà i Paesi europei a far fronte in modo efficace alle conseguenze sanitarie ed economiche del Covid19 proteggendo famiglie e imprese”.

Benissimo, vero?

Ora possiamo spendere ciò che serve per affrontare l’emergenza.

Non siete contenti?

Beh, certamente sì.

Però c’è un però.

A beneficio dei meno attenti, vediamo di tradurre il messaggio di Ursula dal politichese. Ecco cosa in realtà ci ha detto madame Von der Leyen:

per quasi 20 anni vi abbiamo raccontato una serie infinita di menzogne. Ora siamo costretti a confessarvi la verità: togliere il vincolo di bilancio serve a far sì che gli Stati possano aiutare i propri cittadini e quindi, di conseguenza, aver imposto quegli stessi vincoli ha significato limitare l’azione degli Stati impedendo loro di spendere e di investire anche quando ci sarebbe stato bisogno urgente di farlo. Vi abbiamo raccontato che il debito pubblico era pericoloso, che era il male assoluto senza spiegarvi che esso altro non è che la ricchezza dei privati e che ogni centesimo speso dallo Stato si trasforma in lavoro, reddito, risparmio, infrastrutture, futuro. Come? Se lo Stato deve costruire un ponte, allora stampa moneta per pagare l’impresa che lo costruirà e quella moneta si trasformerà in profitto per l’imprenditore, in stipendi per gli operai, in ordinativi per le imprese che producono macchinari, cemento e acciaio che a loro volta assumeranno dipendenti per produrre macchinari, cemento e acciaio pagando poi quel personale che spenderà i propri stipendi in beni di prima necessità alimentando il ciclo produttivo e così via. Lo sapevate? Se non lo sapevate è perché noi e i nostri complici ve lo abbiamo tenuto nascosto.”

Improvvisamente costoro ammettono candidamente che quando gli Stati sono messi in condizione di fare spesa pubblica possono anche autonomamente intervenire positivamente nelle congiunture economiche sfavorevoli limitandole o annullandole.

Ma allora quanti fallimenti di aziende ci saremmo potuti risparmiare? Quanti suicidi avremmo potuto evitare? Quante imprese avremmo mantenuto saldamente in mani italiane? Quanti risparmiatori avremmo potuto salvare? Quanti connazionali non sarebbero stati costretti ad emigrare? Quanti ospedali avremmo potuto mantenere aperti? Quanti medici avremmo potuto assumere? E quante vite, oggi, avremmo potuto preservare?

Eppure, in tutti questi anni l’oppio da somministrare ai popoli era il mantenimento dei conti in ordine, il bilancio in pareggio, la spending rewiev. Era invece un progetto miope ed assassino (sostenuto spudoratamente dall’allegro circo mediatico di regime, da schiere di politici italiani solo all’anagrafe ed economisti “fai da te”) per ammissione – ora – dei suoi stessi artefici.

E adesso dovremmo di colpo dimenticare che l’Unione Europea fra il 2011 ed il 2018 ha scritto ai vari governi per ben

105 volte di aumentare l’età del pensionamento e tagliare le pensioni,
63 volte di tagliare o privatizzare la sanità pubblica,
50 volte di bloccare gli aumenti dei salari,
38 volte di ridurre le sicurezze per i lavoratori e contro la contrattazione collettiva,
45 volte di ridurre i sostegni ai disoccupati ed ai disabili.

Improvvisamente l’idea della politica del rigore, che tanti danni ha causato alla economia continentale (l’Europa è l’area economica che tra quelle industrializzate negli ultimi 20 anni è cresciuta di meno in assoluto) crolla miseramente di fronte all’emergenza sanitaria di questi giorni. E con essa traballano pericolosamente le inutili quanto dannose istituzioni europee.

Le dichiarazioni di ieri sono una ammissione di colpa. Ma non sono casuali. Non fatevi fregare. Non c’entra l’emergenza. A loro non interessa proprio nulla di voi e delle vostre vite.

Costoro debbono correre ai ripari. Sono consapevoli che la situazione gli sta sfuggendo di mano, che il castello di carte dell’ipocrisia europeista potrebbe crollare da un momento all’altro sotto il peso della consapevolezza dei popoli che l’architettura dell’Unione Europea tutto è tranne che costruita per il benessere dei cittadini i quali finalmente si stanno tardivamente rendendo conto di essere stati raggirati e rapinati. Quando i popoli si ribellano non sempre finisce benissimo per ha gestito il potere. E loro lo sanno.

Cercano di salvare il salvabile. Giocano l’ultima carta nel tentativo meschino di recuperare quella verginità che in poche settimane le sovrastrutture europee hanno, forse definitivamente, perduto.

Tentano, in realtà, di salvare loro stessi. Sanno perfettamente che nessuno consegnerebbe per la seconda volta le chiavi di casa a chi la prima volta cercò di svaligiarla.

Sperano che – quando l’emergenza del contagio e con esso l’inganno dell’Unione Europea saranno finiti e verranno costruiti patiboli nelle piazze di tutta Europa – la Corte della Nuova Norimberga potrà essere clemente con loro.

 

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2 commenti

  1. ATTENZIONE: Il vincolo del 3% non è stato ormai iscritto nella più bella costituzione del mondo?!!
    Spero di sbagliarmi : non è che al momento buono ci dicano; NO a voi NO! non possiamo darvi i soldi perchè è in contrasto con la vs più bella… ecc.

    Piace a 1 persona

    • infatti il rischio è proprio quello; a tal riguardo proprio oggi è stata presentata a firma onorevoli Borghi e Molinari del gruppo della Lega la proposta di abrogazione delle modifiche all’art. 81 introdotte nel 2012 (approvate da tutti i partiti ad eccezione della Lega). La strada è ovviamente in salita perché potrebbero mancare i numeri necessari. Il vincolo della Costituzione che abbiamo pensato bene di introdurre (come al solito siamo i più furbi) potrebbe rappresentare un problema. Mi verrebbe da dire che in una situazione come questa dove il Presidente del Consiglio emette decreti senza la conversione del Parlamento (art. 77 entro 5 giorni serve il voto favorevole delle Camere) e perdipiù nella forma di Decreto del Presidente del Consiglio scavalcando anche il Quirinale, ormai la Costituzione è praticamente carta straccia. Ci vorrebbe una mossa coraggiosa come ad esempio ordinare a Bankitalia di stampare moneta fregandosene del resto d’Europa. Lo possiamo fare ma ci vorrebbero ben altre figure istituzionali. Morale: siamo nella melma fino al collo. Grazie per il Suo intervento. Un saluto.

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