Cure mediche gratis solo per chi “se le merita” ?

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La folla che ha pacificamente partecipato alla manifestazione di Roma svoltasi sabato 5 settembre era costituita da semplici cittadini che vorrebbero un po’ più di chiarezza circa la vicenda Covid.

Ovviamente la stampa mainstream non potendo che sminuire la portata dell’evento ha bollato onesti cittadini con il disgustoso appellativo di “negazionisti”.

La maggior parte dei commenti sui social da parte dei soldatini allineati al pensiero unico nei confronti dei manifestanti non mascherati era del tipo: “irresponsabili che dovrebbero pagarsi da soli le cure mediche se si ammalassero” dato che in fin dei conti se la sarebbero “andata a cercare”.

Ovviamente si rispetta l’opinione di chiunque anche quando questa appare bislacca; il fatto che affermazioni del genere siano clamorose sciocchezze è facilmente dimostrabile estendendo un po’ il discorso ad esempio

  1. ai malati di cancro polmonare in quanto fumatori abituali: “e adesso pagatevela da sola l’assistenza medica e la chemioterapia; potevate pensarci prima! Non lo sapevate che il fumo fa male?”
  2. agli alcolisti: “e adesso che avete pancreatite, cirrosi epatica, demenza e depressione pagatevele da soli le cure mediche e magari andatevi a cercare in giro per conto vostro un fegato da trapiantare! Non lo sapevate che bere troppo fa male?”
  3. agli obesi: “e adesso che vi siete beccati un infarto, un ictus e il diabete pagatevela da soli l’assistenza          medica per curarvi! Non lo sapevate che mangiare a sproposito fa male?”

O no?

Però pensate che meravigliosa situazione se usassimo la logica di costoro: un Servizio Sanitario Nazionale che cura solo ed esclusivamente i più virtuosi e spedisce nelle strutture private a pagamento gli indisciplinati consentirebbe di risparmiare, ad esempio, 5 miliardi l’anno per le cure oncologiche legate al consumo di tabacco oppure 9 miliardi per le cure legate all’obesità.

Cari ultraliberisti/globalisti/mondialisti/europeisti: possibile che ancora non vi sia venuta in mente una siffatta succulenta prospettiva?

Eppure, il concetto di cura con denaro pubblico sulla base della selezione dei soggetti da curare sta facendo capolino pian piano qua e là per il mondo soprattutto per quanto riguarda la discriminante dell’età. Figuriamoci quindi se la discriminante fosse quella di essersela “andata a cercare”. Il passo sarebbe brevissimo.

Pensateci bene: una nuova “Finestra di Overton” servita su un vassoio d’argento. Senza neppure fare troppa fatica e con una bella fetta di popolo bove già pronto – a quanto pare – a darvi retta.

È solo questione di tempo. Un passettino alla volta, con calma. Voi sapete bene come fare.

E poi non venitemi a dire che non vi suggerisco delle belle idee.

 

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