Campane a morto per la sinistra: le sardine.

tempo di lettura: 8 minuti

Questo post nasce come risposta ad una gentile signora di nome Loretta che così aveva commentato un mio intervento su un blog altrui avente come argomento il neonato movimento delle sardine:

“La sardine scendono in piazza, e sempre più numerose, non contro una singola persona o politico, ma contro un modo di fare politica, di scegliere parole e azioni, che fomentano odio verso il diverso, minimizzano i problemi e comportamenti violenti e intolleranti, rinnegando o minimizzando il passato delle lotte contro dittatura e regimi senza libertà che hanno funestato il nostro Paese. Caro signor “Politica e Società” le consiglio di leggere le parole dello “statuto” dei 4 ragazzi bolognesi che hanno dato vita al movimento delle sardine. Ascolti la canzone che hanno scelto come inno: “Come è profondo il mare” di Lucio Dalla. Ne ascolti bene il testo e rifletta”. Loretta

Gentile signora Loretta,

sarà anche vero che, come lei afferma, le sardine non scendono in piazza “contro una singola persona o politico, ma contro un modo di fare politica” ma, chissà come mai, il politico più gettonato da costoro è sempre lo stesso. Sarà certamente perché il terribile Salvini è quello che “sceglie parole e azioni che fomentano odio verso il diverso”? Orbene, per fomentare odio presumo che non basti una dichiarazione ogni 6 mesi. Per fomentare odio bisogna essere perseveranti con invettive frequenti ma, nonostante il sottoscritto segua Matteo Salvini da quando è segretario della Lega, faccio molta fatica a reperire post di Facebook, tweet di Twitter o video su Youtube che corrispondano a questa descrizione. La prego di credermi se Le dico che non voglio essere provocatorio, ma Le vorrei chiedere se, tra la copiosa produzione di “parole e azioni di odio” alla quale si sta facendo evidentemente riferimento, riuscisse gentilmente a produrmi un post, un tweet, un video del genere. È tutto pubblico e liberamente consultabile. La pregherei di escludere dalla ricerca titoli e articoli di giornale perché questi troppo spesso ti cuciono addosso pensieri che non professi e frasi che non hai mai pronunciato. Se ora sta pensando alle dichiarazioni verbali e scritte del leader della Lega circa sua la ferma contrarietà all’immigrazione clandestina non sarei proprio così sicuro che queste abbiano a che fare con il concetto di odio dato che praticamente nessun Paese al mondo accoglie con entusiasmo persone senza documenti. Non lo fa il Giappone che nel 2018 ha dato accesso al proprio territorio a 42 (quarantadue, non quarantaduemila) profughi (veri), non lo fa l’Australia, non lo fanno gli Stati Uniti, ma non lo fanno neanche i grandi amici dei progressisti italiani, la signora Merkel ed il signor Macron che ci spediscono malmenati e sedati i loro migranti (certo, con la scusa che applicano gli accordi, ma non mi pare che facciano a pugni per tenerseli se è vero che sono “risorse”). Non lo fa nessuno in Europa e nessuno nel mondo. Tutti fascisti anche loro? E non solo nei Paesi occidentali, sa? Ha mai provato, chessò, ad uscire dall’aeroporto di Abuja, capitale della Nigeria, senza documenti chiedendo di entrare nel Paese? Quanto tempo pensa che rimarrebbe a piede libero? Sono tutti razzisti e fascisti anche in Africa? (fanno eccezione quei Paesi confinanti con nazioni in guerra che accolgono i profughi come faremmo noi se ad essere in guerra fosse la Francia) O lo è solo Salvini? O Giorgia Meloni? Se chi applica normali regole di controllo dei flussi è un pericoloso razzista allora direi che siamo in buona compagnia con la totalità delle nazioni del pianeta. Troverà qualche post di odio genericamente rivolto agli immigrati? No, ma troverà post di apprezzamento nei confronti degli immigrati onesti e che si integrano e lavorano; certamente però troverà più di qualche invettiva contro chi, tra gli immigrati, si è macchiato di reati. Forse perché da chi viene accolto e curato non ti aspetteresti che ti mordesse la mano. O per qualcuno è forse normale che dobbiamo sovente importare criminali e poi anche tacere? O minimizzare? Stigmatizzare comportamenti criminali vuol dire “fomentare odio”? In attesa di ricevere qualche cortese indicazione che supporti le Sue affermazioni su “parole e azioni che fomentano l’odio”, Le vorrei fornire un breve elenco, non esaustivo per carità, delle numerose manifestazioni di amorevole affetto di segno opposto (basta digitare su Google Immagini “minacce a Salvini”, ne troverà a centinaia): Salvini muori, Salvini a testa in giù, Salvini Piazzale Loreto è vicino, Mira bene su Salvini, Salvini attento ai tuoi figli, un cappio per fermare Salvini (da un gentile consigliere comunale del PD emiliano), i leghisti andrebbero “gassati” oltre a varie aggressioni fisiche a esponenti locali della Lega (una anche l’altro ieri a Firenze), danneggiamenti di sezioni in giro per l’Italia e buste contenenti proiettili vari. Chissà se le “sardine” troveranno il tempo di dedicarsi anche a queste “parole ed azioni che fomentano l’odio”.

Oppure se riusciranno a dedicare qualche minuto del loro prezioso tempo a condannare le minacce e gli insulti infamanti ricevuti da Toni Iwobi, primo senatore di colore della storia di questa Repubblica, guarda caso della Lega (ma come, la Lega non era razzista? Non era il Ku Klux Klan? Siamo sicuri che sia nigeriano? Sì sì, è proprio nigeriano, decisamente scuro di carnagione). Oppure anche queste sono pacifiche espressioni di bontà e di gioiosa fratellanza progressista?

Certo, si dirà, queste sono reazioni della “società civile” che “non si lega”. Ma reazioni a cosa scusi? E qui si torna al discorso appena fatto. Temo invece che le “reazione” abbia molto a che vedere con il fatto che un partito passato dal 3% al 35% abbia fagocitato via via consensi e item ideologici ad una sinistra moribonda incapace di esprimere i valori tradizionali che un tempo ormai lontano furono suoi propri come la sicurezza sociale, il rispetto delle regole, il lavoro, la sovranità. Sarà solo propaganda quella della Lega? Non so, ma la gente si guarda attorno nelle proprie realtà quotidiane, valuta e non è scema. E il consenso si sposta. Soprattutto nelle periferie e tra le classi più disagiate tanto che il bacino elettorale del PD è localizzato oggi prevalentemente nei centri cittadini. Lei ricorda Sandro Pertini? La gente lo adorava perché lui parlava come la gente, parlava come noi. Se per assurdo si fosse presentato alle elezioni avrebbe fatto incetta di voti trasversalmente. Sul piano comunicativo il paragone appare arduo? Per me no. Ma la comunicazione non è tutto, ovviamente. Possiamo fare tutte le campagne pubblicitarie che vogliamo per vendere un dentifricio ma se il dentifricio è scadente la volta dopo nessuno lo comprerà. La Lega sarà di certo abile nella propaganda (ma chi non fa propaganda oggi in politica?) ma poi governa molte regioni tra le quali le più importanti del Paese (e d’Europa) e lo fa bene, anzi, molto bene. E quindi alla fine prende voti. Con i fatti. La rabbia insanabile di una sinistra radical chic che si è cacciata da sola in un vicolo cieco facendosi stroncare dagli elettori nelle ultime 8 tornate elettorali perché ha preferito appoggiare altre istanze, deve necessariamente trovare sfogo contro chi gli ha sottratto il giocattolino dalle mani. Se la Lega e gli altri “populisti” avessero il 2% dei consensi, a sinistra non se li filerebbe nessuno, neanche se indossassero il fez.

Sa cosa penso gentile signora Loretta?

Che questo movimento “spontaneo” e “apartitico” non sia affatto né spontaneo né apartitico. A meno che non consideriamo come una incredibile coincidenza la circostanza che “apartitici” cittadini “spontaneamente” si organizzano contro Salvini quando Salvini è all’opposizione anziché quando era al governo (come sarebbe stato forse più logico), che “spontaneamente” e casualmente si organizzano a 2 mesi dalle elezioni regionali che potrebbero costare la cadrega alla sinistra che da 70 anni gestisce la regione, che “spontaneamente” e “apartiticamente” nascono proprio in quella regione. E che “apartiticamente” aprano la convention elettorale di Modena pro-Bonaccini del 28/11/2019 invitando a votare per il centro-sinistra. Cara signora, seguo la politica italiana da ormai quarant’anni, conosco certi meccanismi e mi lasci almeno il beneficio del dubbio circa questa supposta spontaneità e apartiticità.

Forse che a monte di tanta spontaneità vi siano sondaggi come questo? (terza tabella “i dati regionali” https://sondaggibidimedia.com/sondaggio-bidimedia-23-11-2019/ )

Certo, lo so, si tratta di sondaggi e vanno trattati come tali ma qualche riflessione (questa sì, spontanea oltre che allarmata) qualcuno l’avrà certamente fatta.

Lei mi ha gentilmente invitato a leggere lo “statuto” di questo movimento tutto rivolto contro i “populisti”. L’ho fatto più di una volta e francamente mi è sembrato generico (“per troppo tempo avete tirato la corda dei nostri sentimenti”, “avete approfittato della nostra buona fede”, ma che significa?), stucchevole (“siamo un popolo di persone normali” “cerchiamo di impegnarci nel nostro lavoro, nel volontariato, nello sport, nel tempo libero” “amiamo la bellezza, la non violenza, l’ascolto”; come dire che chi non scende in piazza con loro forse non abbia queste caratteristiche?; questo è il classico atteggiamento autoreferenziale della solita sinistra autoinvestitasi di superiorità morale dalla provenienza misteriosa) pieno di invettive non circostanziate (“per anni avete rovesciato bugie e odio” “avete unito verità e menzogne” “avete ridicolizzato argomenti serissimi”) e addirittura con richiami che paiono tratti da qualche comunicato delle Brigate Rosse (“per troppo tempo vi abbiamo lasciato fare” “siete gli unici a dover avere paura” “non avete il diritto avere qualcuno che vi stia ad ascoltare”). “Grazie ai nostri padri e madri, nonni e nonne, avete il diritto di parola”: e no cari ragazzi, abbiamo il diritto di parola perché una nazione libera ci venne a liberare. Se fosse stato per quelli che ad occhio sembrerebbero i vostri paladini ideologici, oggi noi avremmo la stessa libertà di parola che c’è in Corea del Nord. Ma facciamo finta di crederci. “Crediamo nella politica con la P maiuscola” che sarebbe esattamente? Forse quella che ha approvato il Jobs Act, l’abolizione dell’art. 18, il Bail In, il Fiscal Compact? Quella che stringeva accordi segreti con Francia e Germania senza coinvolgere il Parlamento per la collocazione dei migranti clandestini solo nel nostro Paese per ottenere in cambio la flessibilità per pagare la mancetta elettorale degli 80 euro? Quella che non contesta MAI i folli vincoli di bilancio europei che hanno bloccato la crescita del Paese per 20 anni? Quella che a breve approverà la riforma del MES? Noi che siamo volgari populisti nel nostro piccolo crediamo nella Costituzione della Repubblica. Nella sovranità della nostra Patria (articolo 1), nella libertà di pensiero e di parola (articolo 21), nella difesa della nostra economia e del risparmio (articolo 47), del lavoro (articolo 4), dei nostri valori, della nostra lingua, delle nostre tradizioni, dei nostri confini che per noi sono sacri ed inviolabili. A meno che non si voglia pensare che la nostra carta costituzionale sia stata redatta da pericolosi populisti. Questa per noi è la politica con la P maiuscola (e per quanto superfluo mi verrebbe da precisare che anche i “populisti” si impegnano nel proprio lavoro, nel volontariato, nello sport e amano la bellezza, la non violenza, l’ascolto. Non solo le “sardine”).

Le sardine saranno certamente un movimento di popolo ma la loro connotazione ideologica a “senso unico” le configura come un movimento contro il popolo o contro un’altra e diversa espressione, perfettamente legittima, di esso. Che è peraltro la maggioranza nel Paese ma la minoranza in Parlamento, ora all’opposizione. E manifestare contro l’opposizione non è mai espressione di sentimenti democratici.

Una sinistra (perché di essa si tratta) che si organizza non per rivendicare con forza le proprie idee (qualora ce ne siano) ma solo ed esclusivamente contro qualcuno mostra tutta la propria debolezza. E quali sono le idee di costoro? (oltre a quelle stile figli dei fiori), quali le proposte politiche? Quali dovrebbero essere i rapporti con l’Europa? Quali i provvedimenti per il mondo del lavoro e le fasce più deboli della popolazione? I rappresentanti di questo movimento nato morto, quando intervistati in Tv o da qualche giornale, fanno scena muta (come tutti i pesci, appunto) o se parlano balbettano idiozie. I loro comizi sono generici e vuoti di concretezza al pari del cosiddetto “statuto”. Non sanno nulla di nulla, ripetono a pappagallo la lezioncina studiata nella sezione del PD o in qualche centro sociale, propinano banalità oppure clamorose cretinate (“dobbiamo smetterla di parlare di Bibbiano”). L’esatta fotocopia in chiave pseudo politica dell’inutilità assoluta del movimento parallelo dei gretini.

Le sardine sono l’eco dei rintocchi dell’ennesima campana a morto suonata per una sinistra che sembra incapace di risollevarsi da 8 round di KO elettorali senza soluzione di continuità e che ora cerca di reagire nel modo più sbagliato: demonizzando l’avversario. Poiché la gente non è scema e ha capito il giochino, tutta questa messinscena anziché sottrarre consenso ai cosiddetti “populisti”, finirà con l’accrescerlo riuscendo a convincere anche gli indecisi.

Da un certo punto di vista, se la vicenda non facesse sorridere, avrebbe una sua drammaticità: quella di un mondo progressista ormai alla disperazione che – per mezzo di un evidente richiamo ad una sorta di rituale “tribale” – sentendosi accerchiato dagli avversari politici in netta crescita di consensi, cerca di fare quadrato stringendosi nelle piazze a ritagliare pesci di cartone e cantare canzoni perché ormai consapevole di un tangibile sentimento popolare che in misura sempre maggiore li sta abbandonando. Un po’ come la nobiltà francese asserragliata a Versailles poco prima che la rivoluzione ne decretasse la fine travolgendola per sempre. Queste sono solo piazze manovrate dai soliti referenti politici che utilizzano qualche faccia da bravo ragazzo non potendo più esibire efficacemente la propria e che eliminano i propri simboli di partito perché ormai invisi alla maggior parte degli elettori. Piazze costruite sulla paura della prossima estinzione e sull’odio verso coloro i quali di quella estinzione sono i fautori, elezione dopo elezione, senza sosta. Sardine d’allevamento.

Infine, mi scuserà, gentile signora Loretta, se continuo a firmarmi con il nome di un blog e non con le mie generalità ma con questo clima di contrapposizione politica a senso unico e tutti questi dispensatori di pace e amore in circolazione https://www.iltempo.it/cronache/2017/03/14/news/ecco-il-dossier-centri-sociali-quelli-pericolosi-sono-200-1026428/ la prudenza non è mai troppa. La Lega (e i populisti in genere) non interviene ai comizi altrui impedendo all’oratore di parlare http://www.ilgiornale.it/news/politica/blitz-comizio-salvini-antagonisti-rompono-limpianto-audio-1739026.html, non distrugge banchetti elettorali degli oppositori https://www.rainews.it/tgr/puglia/articoli/2019/05/pug-aggressione-Lega-Lecce-gazebo-distrutto-f21724fb-1ba8-4e62-b616-8c73419ce0d2.html, non malmena gli attivisti delle altre fazioni politiche https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/11/30/firenze-aggredito-sindaco-leghista-massa-guarda_EqLcWGCVZYDSCYOo4wdQmJ.html, non distrugge o danneggia altrui sezioni di partito https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/08/16/treviso-due-ordigni-davanti-a-sede-lega-uno-esplode-laltro-fatto-brillare-il-primo-era-una-trappola-per-un-agguato/4562775/ .

Con la Lega chiunque potrà sempre esprimere le proprie opinioni in piena tranquillità e libertà al contrario dei simpatizzanti e militanti della Lega ai quali questo privilegio non sempre è concesso.

Forse sotto questo aspetto non saranno le sardine il problema ma, mi creda, non si sa mai.

 

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