Aprite i port…afogli!

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E facciamola finita una volta per tutte con queste menate!

Perché il nostro Paese deve costantemente essere ostaggio dei soliti falliti che vorrebbero imporre a tutti le proprie discutibili opinioni?

L’ultimo in ordine di apparizione è il comunista di turno, Luca Casarini, personaggio irrequieto dal passato turbolento la cui notorietà è legata al fatto di non aver mai combinato nulla di particolarmente costruttivo in vita sua e con il quale “a pelle” non berrei neppure una gassosa al bar. In queste ore è stato protagonista della solita stucchevole messinscena del finto salvataggio di un carico di 49 poveracci sottratti alla legittima azione delle motovedette libiche in acque SAR libiche. Puntata la prua della sua “Mare Jonio” verso le coste italiane di Lampedusa (anziché verso la vicina Tunisi – porto sicuro), ha attraccato facendosi sequestrare l’imbarcazione. Migranti sbarcati. Aperta l’inchiesta della procura di Agrigento contro i membri dell’equipaggio per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Fine della storia. O quasi.

Dal mondo politico di sinistra verrà profusa la solita cantilena – che trova sempre meno orecchie ad ascoltarla – sulla necessità di aprire i porti e che bisogna salvare i minori (che nel frattempo nel caso specifico da 12 sono diventati 3 con tendenza a diventare zero) e le vite umane (come se il nostro Paese non l’avesse sempre fatto): il solito film già visto del quale è ormai imbarazzante e poco stimolante anche la narrazione.

Poi arriverà la strenua difesa degli allineati giornalisti comunisti ieri passati indenni dal crollo della loro ideologia fallimentare e rifattisi una verginità senza pagar pegno riciclandosi dentro le varie testate e che oggi (deposti disinvoltamente falci e martelli vari) sotto mentite spoglie indossando rassicuranti giacche e cravatte dal proprio pulpito proferiscono urbi et orbi il verbo sciatto del multiculturalismo da salotto imponendolo a noi tutti neanche fosse oro colato ed elevando mezze tacche come Casarini al rango di salvatori del genere umano.

La costante di tutte queste situazioni è che secondo questi signori, una volta compiuta la missione di traghettamento dei novelli schiavi, la collettività si dovrebbe far carico di questi emeriti sconosciuti semplicemente perché lo han deciso il signor Casarini e i suoi sodali politici nelle loro teste bacate.

Poiché invece il governo democraticamente sostenuto da una maggioranza parlamentare espressa in democratiche elezioni (e non un governo di pericolosi dittatori andati al potere con la forza come qualcuno vorrebbe far credere) ha deciso che storie come queste debbano prendere una piega diversa, spiace per il signor Casarini e compagnia navigante il dover far constatare che la musica è cambiata.

Tutti vorremmo la fine delle guerre, la fine della povertà e la felicità planetaria, ovvio. Sfortunatamente ciò non è possibile e a poco serve alla causa imbarcare qualche disgraziato quando gli altri 3 miliardi e passa di sfortunati che vivono con meno di 2 dollari al giorno rimangono esattamente dove sono e come sono. Soprattutto quando siamo felicemente portati a constatare che da quando non ci sono più loro delle ONG in giro per il Mediterraneo, la vita media di questi sventurati si è improvvisamente allungata.

Se quelli come il signor Casarini vogliono davvero cambiare il mondo e far qualcosa a favore di questi poveracci, causa peraltro nobilissima, farebbero meglio a smetterla di portarceli dentro casa per poi pretendere che vengano mantenuti a spese della collettività dato che non c’è nessuna norma dello Stato che lo preveda (così come non c’è in nessun Paese del mondo); invece potrebbero farlo molto efficacemente utilizzando denari propri. Non è mica vietato e in più si farebbe anche una buona azione.

Lo slogan “aprite i porti!” potrebbe essere modificato in un nuovo motto del tipo “aprite i port…afogli!”.

Aprite i portafogli compagni e non rompeteci l’anima con la storia dei porti aperti; ne abbiamo le balle piene di mantenere a sbafo guarnigioni di sfaccendati (spesso sradicati dai loro Paesi con l’inganno per essere poi deportati per vostro tramite quale ultimo anello di una catena di sfruttamento senza precedenti) a spese della cittadinanza che ha già abbastanza grattacapi per conto proprio e che di quelli come voi non vuol più neppure sentire l’odore.

Aprite i portafogli, fate i generosi con i denari vostri e non con quelli degli altri. Lasciate scegliere a noi se fare solidarietà oppure no. Non costringete tutti a farlo solo perché voi vorreste imporre a tutti i vostri legittimi pensieri. Se siete così convinti, aprite i vostri portafogli.

Dimostrate di essere altruisti con le vostre possibilità poiché farlo con le risorse altrui è gesto di ben scarso coraggio e dignità.

Voi che siete così umani dovreste dare il buon esempio. Indicateci la strada.

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