Giuseppi e i suoi migranti

tempo di lettura: 1 minuto

 

Giuseppi e i suoi migranti

(sottotitolo: dagli amici mi guardi Iddio)

 

Giuseppi vieni che ti spiego una cosa.

La Germania ti ha detto che si prende il 25% degli aventi diritto e non il 25% degli sbarcati.

Caro Giuseppi, gli aventi diritto sono i veri profughi di guerra che sono il 7% di quelli che sbarcano.

Ti faccio un esempio con dei numeri tondi Giuseppi, così ci capiamo: se tu ne fai arrivare 100.000 – come pare che sarà, se il buongiorno si vede dal mattino – succede che il 7% sono 7000 e la tua amica Merkel si prende il 25% di questi 7.000 che sono 1750.

Tutti gli altri 98.250 rimangono qui con noi.

Pensa che con tuo ex vice premier, quello cattivo con la barba, ne erano arrivati solo 5.000.

Scusami Giuseppi, non volevo rovinarti la giornata ma qualcuno doveva pur dirtelo… scusami….

 

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5 commenti

  1. La redistribuzione dovrebbe avvenire subito dopo lo sbarco o l’arrivo. La Germania, in base a questo accordo, dovrebbe accogliere il 25% dei richiedenti asilo. La strada per comprendere il loro essere idonei a forma di protezione internazionale non è così breve. Non penso che la Germania attenda le lungaggini dell’iter giuridico italiano del richiedente asilo e, una volta che questo abbia lo status di rifugiato o altro, decida di accoglierlo.

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    • concordo, ma il problema è che una volta sbarcati risulta poi praticamente impossibile il rimpatrio per la mancanza pressocchè totale di accordi di rimpatrio con i Paesi di provenienza che si guardano bene dal riprendersi i loro figli (il che dovrebbe indurre qualche riflessione). Peraltro concentrare l’attenzione sul tema della redistribuzione è rischioso perché il problema non è come redistribuire ma è fare arrivare solo chi può essere realmente integrato (e chi ha diritto alla protezione di Legge, attualmente non più del 6% degli arrivi) e con 26 milioni di disoccupati nella UE non dovremmo preoccuparci di redistribuire chi non potrà mai essere integrato bensì di impedire gli accessi di massa. Solo una organizzazione sovranazionale che funzioni può organizzare e gestire la fase di riconoscimento dello status prima della partenza. Fintanto che ciò non avviene i nostri confini devono rimanere chiusi. Come fanno tutti gli altri. Grazie per il suo commento. Un saluto.

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