I neo-comunisti puntano alla disfatta della nostra società

tempo di lettura: 6 minuti

Con la benedizione di Potere al Popolo si è svolta a Roma lo scorso 15 dicembre una fastidiosa manifestazione di immigrati irregolari che reclamavano diritti.

Si consiglia la visione del video (clicca qui) perché esso è davvero emblematico.

Cari comunisti di Potere al Popolo e cespugli vari della sinistra estrema e non, quanto siete sfortunati ed incompresi! Il popolo italiano “ingrato” verso la vostra parassitaria formazione politica che vorrebbe generosamente al popolo dare potere, vi ha invece presi a calci nel deretano con percentuali insignificanti alle ultime elezioni (e continua a prendervi a calci in tutti i sondaggi).

Cosicché voi, comunisti del 21esimo secolo – dopo aver sostenuto una ideologia che è stata la metastasi del 20esimo – vi rivolgete ora a qualche finto profugo afroislamico ben pasciuto e che la guerra non l’ha mai vista neanche in fotografia, nell’illusione di tornare a contare qualcosa. Ormai dovreste rassegnarvi a comprendere che la maggior parte di quel popolo al quale voi vorreste dare potere, si è definitivamente rotta le balle di voi e delle vostre scemenze. Proviamo una certa misericordia verso questi soggetti che non hanno titolo per rimanere sul nostro territorio perché finiscono incautamente per farsi assistere da voi che siete, bene che vada, gli avvocati delle cause perse (presto lo capiranno anche i vostri assistiti e vi ritireranno il mandato).

Vorremmo farvi comprendere (e voi dovreste far comprendere loro una volta per tutte), che in nessun Paese al mondo si forniscono diritti (ad eccezione semmai del diritto di asilo) a chi in quel Paese si introduce illegalmente. Tanto più se quei diritti vengono pretesi. Ci chiediamo se vi siate mai preoccupati di sapere se i diritti che essi reclamano in questo Paese li abbiano preventivamente richiesti nel Paese di origine. Ci chiediamo se vi siate mai chiesti se tutta questa energia sia mai stata usata prima di oggi per far sì che qualcosa cambiasse a casa loro prima di sbraitare perché cambi a casa nostra. Perché, vedete, esiste una quisquilia che si chiama patto sociale che prevede che i cittadini di una comunità siano destinatari di diritti (al lavoro, alla scuola, alla salute, alla sicurezza) se hanno partecipato o stanno partecipando al sostentamento del sistema attraverso precisi doveri (pagare le tasse ad esempio; non pagarle non è legale). Funziona così un po’ dappertutto nel mondo (forse loro non lo sanno, ma voi dovreste saperlo). Anzi. Il nostro Paese da anni sta già destinando parte delle proprie esigue risorse a mantenere al caldo chi non ne avrebbe titolo.

Comprendiamo che i vostri assistiti siano esseri umani e che un senso di giustizia universale vorrebbe che essi usufruissero di un minimo di benessere necessario alla dignitosa sopravvivenza. Purtroppo a voi, avvocati delle cause perse, sfugge che molti vostri e nostri connazionali non godono del diritto al lavoro, alla salute, alla sicurezza e che le scarse risorse a disposizione devono essere centellinate (come dimostra la via crucis della legge di stabilità). E siccome le risorse sono scarse, non riusciamo – purtroppo – ad accontentare i cittadini di tutte le nazioni di tutti gli altri continenti.

Se la mettiamo invece sul piano dell’umana e cristiana carità allora correreste il rischio di somigliare un po’ troppo a quella Chiesa Cattolica che voi storicamente non avete mai amato tanto (non ci siamo proprio! Non mi direte che state diventando alla chetichella fanatici di Bergoglio! dopo che per qualche tempo alcune malelingue avevano messo in giro la voce che egli fosse fanatico di voi…).

Scusate cari compagni se nell’euforia ci è sfuggito – appena cinque righe sopra – di utilizzare un concetto così vintage al quale siete piuttosto allergici: quello di nazione. Nella fretta abbiamo dimenticato che nelle vostre menti così aperte da non aver trattenuto neppure il cervello, i confini non esistono e che siamo tutti cittadini globalizzati. Tu pensa: un sedicente partito del popolo che servilmente si prostra alle ideologie del più bieco mondialismo il quale mira a sradicare i popoli per trasformare tutti noi in consumatori indifferenziati senza storia e senza diritti sociali (ma con un sacco di diritti civili!! Hip! Hip! Hip! Urrah!! ….poveri fessi…..). Forse partite da presupposti diversi, voi e loro, ma la conclusione è la stessa. Curioso vero? Che triste destino! Per comprendere come i confini esistano, quando vi sarete risvegliati dal mondo dei sogni indotti da qualche canna di troppo, vi suggeriamo di prendere i vostri compagni, i vostri assistiti e relativi striscioni ed andare a manifestare in qualche Paese africano o in qualsiasi altra parte del mondo (compreso Venezuela e Corea del Nord dove sopravvivono i regimi che piacciono tanto a voi). Poi ci dettaglierete di quanti calci nel didietro vi sarete presi. Vale solo la pena di ricordare, infatti, che se tutti potessero andare a piantare le tende a casa di chiunque per essere mantenuti a sbafo ben presto i padroni di casa (e cioè il popolo a cui voi stessi vi richiamate) sarebbe ridotto alla canna del gas. Di questa visione del mondo che tanto assomiglia al vostro beneamato “socialismo reale” ne abbiamo le scatole piene ma comprendiamo il vostro attaccamento a certe romantiche tradizioni.

Perché voi della sinistra estrema (ed anche i vostri protocompagni della sinistra non tanto estrema) vi ostinate a perpetrare e a voler imporre a noi tutti questo modello? Qual è il motore che anima le vostre insulse azioni politiche e di piazza?

Temo che la risposta sia che odiate la vostra società. Quella stessa società nella quale siete nati, cresciuti e pasciuti e che ora vorreste stravolgere. In fin dei conti l’ideologia comunista si prefiggeva di cambiare l’assetto sociale per mezzo di una rivoluzione che, laddove si è concretizzata, ha però creato solo scenari da incubo. Dopo il crollo del muro di Berlino e la fine del vostro sogno del “sol dell’avvenire” vi siete sentiti nudi e smarriti ma non per questo avete rinunciato alla vostra missione suicida. Avete cercato persino nell’islam un alleato, confondendo tragicamente l’integralismo con la mancata integrazione affermando che l’estremismo è solo il frutto della emarginazione e del disagio sociale. Come se gli emarginati delle altre religioni del mondo programmassero attentati dinamitardi nelle metropolitane europee. Questa visione palesemente distorta della realtà “ha consentito all’islamismo nella sua declinazione jihadista di attecchire in Europa grazie alla remissività, se non alla compiacenza, degli ex-comunisti, incapaci di cogliere la minaccia degli estremisti e di analizzarla con le giuste categorie storico-politiche” (Gianluca Veneziani – Libero 21/12/2018).

Voi, cari compagni, state riuscendo nell’incredibile impresa di aggregare in un unico minestrone ideologico il più becero mondialismo alla George Soros, le rozze teorie dell’invasione bergogliane e la furia antioccidentale jihadista.

Un bel risultato, non c’è che dire. Campioni di coerenza. Carlo Marx vi prenderebbe a schiaffi.

Siete già stati bruscamente travolti dalla storia nel ventesimo secolo. Vezzeggiati come siete da forze tra di loro solo apparentemente contrapposte si può purtroppo e verosimilmente prevedere che sarete ancora in grado di causare qualche tragico danno anche nel ventunesimo secolo, prima di sparire definitivamente dai radar.

Ci auguriamo – a questo punto – che ciò avvenga il più presto possibile.

 

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