Ipocriti

Luglio. Rimini. La mia città. Circonvallazione. Nel traffico dell’ora di punta. Le 18 circa.

Fermi al semaforo rosso, di quelli che sembrano durare un’eternità.

Tutti in fila, decine di auto, sotto il sole.

Il solito immancabile immigrato, certamente africano, abiti sdruciti, infradito arancio scolorito, faccia triste, ciondolante tra un’auto e l’altra 

chiede qualche soldo. Non lava vetri, chiede solo soldi. Lo osservo iniziare dalla prima fila dei mezzi fermi, uno alla volta, meticoloso. Una Mercedes, un’Audi, un furgone di un elettricista. Nessun finestrino si apre. Neanche il mio. Passa oltre e continuo ad osservarlo dallo specchietto. Prosegue sino alla decima auto. Da un Mercedes cabrio intravedo un indice della mano destra oscillare quasi meccanicamente davanti al naso del ragazzo che prosegue. Nessun finestrino si apre.

Il semaforo è ancora rosso.

Alla radio, in sottofondo, passa la notizia dell’iniziativa dei giornalisti del quotidiano “Il Tempo”: hanno raggiunto al telefono un centinaio di VIP progressisti e illuminati, quelli che firmano appelli, indossano magliette rosse e sbraitano in TV, chiedendogli di ospitare un immigrato a casa loro e ricevendo, nel 90% dei casi, una risposta negativa.

Il ragazzo africano arriva alla ventesima auto. Molte, non tutte, belle. Dai 30mila euro in su.

Nessun finestrino si è aperto.

Mi vengono in mente i risultati delle elezioni del 4 marzo nella mia provincia. Alla Camera il 37,09% alla sinistra (30,79% al centrosinistra, 4,48% Liberi e Uguali, 1,16% Potere al popolo, 0,66% Partito Comunista). Faccio una rapida statistica, forse l’avrebbe fatta con ottimismo anche il ragazzo africano se solo li conoscesse, quei risultati. Per coerenza si dovevano aprire 7 finestrini. Pura statistica, per carità. Non se ne è aperto neppure uno. Pazienza per me che sono un leghista (“razzista”, “xenofobo” e pure un po’ “fascista”) ma buona parte degli altri? Non avevano indossato magliette rosse fino al giorno prima? Non predicano da anni l’accoglienza senza “se” e senza “ma”? Non sono loro in marcia effettiva permanente a favore dell’immigrazione incontrollata? Non sono loro a sostenere che c’è posto per tutti? Non sono loro a sostenere che le pensioni ce le pagheranno gli immigrati? E perché no, anche quelli irregolari? Non sono loro gli unici rappresentanti in terra della bontà infusa dalla Grazia Divina? Non sono loro da sempre i depositari della famosa superiorità morale? Eppure nessun finestrino si è aperto. Non dico 7. Neanche uno.

Mi viene in mente che forse non era neppure necessario che “Il Tempo” si prendesse la briga di fare le famose 100 telefonate. Sarebbe stato meglio mettersi ad osservare in fila al semaforo, in un pomeriggio estivo. A Rimini. Nella mia città. O in qualunque altro luogo.

Mi viene in mente un mio amico molto di sinistra: “io sono per l’esproprio proletario!”. “Ok”, dico io “però cominciamo da casa tua”. “Eh no!” fa lui, “casa mia, no!”

Il ragazzo africano attende al bordo della strada. Adesso finalmente è verde.

Tutti premono sull’acceleratore liberatorio.

Tutti verso casa. Alcuni, alla prossima imperdibile occasione, indosseranno una bella maglietta rossa.

Rossa.

Sì.

Di vergogna.

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3 commenti

  1. No vabbè, devo rinnovarti i miei complimenti: oltre alla forma (mi piace tanto come scrivi, sempre chiaro e lineare), ammiro molto anche la sostanza.
    Praticamente concordo su tutto e mi chiedo come non si possa farlo.
    Tornando al tuo articolo: io sono di destra e in quanto tale da sempre INGIUSTAMENTE catalogata di default come xenofoba, razzista ecc. Ma ti posso garantire che nella mia cerchia di amici e conoscenze notoriamente di sinistra ho sentito e visto più atteggiamenti di destra che altrove!
    Alla mia domanda: “Voti a sinistra, dunque ti va bene lo ius soli? Via libera ai matrimoni e alle adozioni per le coppie omosessuali? Ti sta bene l’importazione scriteriata di clandestini?” Non ti dico le risposte, ma immagina i peggio slogan xenofobi e omofobi in circolazione.
    Questa è la riprova, che anche se indotta al ragionamento, la gente non vota per logica, ma per fede e senso di appartenenza. Così come non si cambia la fede calcistica, è assai improbabile che uno che si è sempre professato di sinistra (non perché ne condivide i valori, ma perché IGNORANTEMENTE identifica tutto ciò che è di destra come il male assoluto quindi da aborrire) ammetta un giorno di essere di destra.

    Piace a 1 persona

    • Grazie Francesca, troppo buona! Devo dire che il paragone con la fede calcistica è molto azzeccato. Oggi gli elettori sono orientati al voto di opinione ma una parte di essi sono ancora legati al senso di appartenenza che vedo maggiormente a sx che conta molti nostalgici (e infatti la maggioranza degli elettori del PD ad esempio, sono over 60 legati ai “bei tempi” andati del PCI). Nelle discussioni con loro appena si tenta di approfondire gli argomenti capisci che la logica non sanno cosa sia ed è come se vivessero su un altro pianeta. Ho il sospetto che la pancia non stia a destra che nei fatti ha dimostrato invece molta testa. Cordialmente. Andrea.

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      • Se vuoi ovviamente puoi girare i miei link a chi vuoi tu, tanto per allargare la discussione magari anche agli amici di sx. Anche io ne ho tanti visto che vivo in una zona “rossa” 😊 e quindi ci ho fatto il callo al confronto 👍

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