Armi di persuasione di massa

hypnotist

Delle recenti dichiarazioni di Tito Boeri presidente dell’INPS sull’argomento trito e ritrito delle pensioni che secondo lui ci verranno pagate dagli immigrati, avevo già discusso in un post del 29 giugno 2018.

Lamentavo come una tale mole di corbellerie facilmente confutabili dati alla mano (e con un po’ di buon senso) potesse essere profusa in un colpo solo da chi, per il ruolo svolto, gode (o forse godeva?) di credibilità data appunto dal solo fatto di ricoprire la mansione che in effetti ricopre. Le nostre difese critiche nei confronti di certe affermazioni, normalmente tendono ad abbassarsi in proporzione alla attendibilità delle fonti e pertanto noi rinunciamo ad approfondire la veridicità dei fatti tanto più è affidabile (o appare tale) chi quei fatti espone.

Questo meccanismo di “persuasione” di massa viene comunemente utilizzato in particolare nell’ambito del dibattito politico (in televisione, sui giornali, sul web).

Non ne é esente praticamente nessuno (neanche io sicuramente, ma cerco di controllarmi) perché è piuttosto normale che cerchiamo di evidenziare maggiormente ciò che è assonante rispetto alle nostre convinzioni lasciando in secondo piano ciò che non lo è.

Di ciò, un esempio ulteriore rispetto al “caso Boeri” sono le affermazioni del Procuratore di Torino, Armando Spataro, che il 9 luglio – in relazione alle attività del Governo in materia di contrasto alla immigrazione irregolare – aveva dichiarato:

 “nessuno può vietare ad un barcone di attraccare. La Convenzione di Ginevra del 1951 sui rifugiati prevede il diritto al non respingimento“.

Credo che il dottor Spataro faccia riferimento all’articolo 33 del Trattato che recita testualmente:

Article 33

prohibition of expulsion or return (“refoulement”)

  1. No Contracting State shall expel or return (“refouler”) a refugee in any manner whatsoever to the frontiers of territories where his life or freedom would be threatened on account of his race, religion, nationality, membership of a particular social group or political opinion.
  2. The benefit of the present provision may not, however, be claimed by a refugee whom there are reasonable grounds for regarding as a danger to the security of the country in which he is, or who, having been convicted by a final judgment of a particularly serious crime, constitutes a danger to the community of that country.

 Articolo 33

divieto di espulsione o rimpatrio (“respingimento”)

  1. Nessuno Stato Contraente espellerà o respingerà, in qualsiasi modo, un rifugiato entro i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche“.

    2. “Il beneficio della presente disposizione non può essere reclamata da un rifugiato se ci sono ragionevoli motivi per considerarlo come un pericolo per la sicurezza del paese in cui si trova, o da chi, essendo stato condannato da un giudizio finale di un crimine grave, costituisce un pericolo per la comunità di quel paese”.

 Ora, se la lingua italiana (o anche quella inglese) non è un’opinione (come la matematica), io la capisco così:  che nessun rifugiato potrà essere rimpatriato se ciò costituisce una minaccia per la sua vita (tranne il caso – paragrafo 2 – che costui non sia stato condannato in via definitiva per reati gravi e che quindi possa rappresentare una minaccia per la sicurezza del Paese che lo ospita).

Quindi l’affermazione del Procuratore Spataro si può confutare in 2 modi:

  1. non è vero che la Convenzione di Ginevra prevede il diritto al non respingimento in senso assoluto ma vieta il rimpatrio nel Paese di provenienza se ciò mette in pericolo l’incolumità del profugo;
  2. non è vero che nessuno può vietare ad un barcone di attraccare o quanto meno di ciò la Convenzione di Ginevra non fa menzione.

Non so se il dottor Spataro avesse in mente altri disposti normativi che non vengono citati, ma la fonte a cui egli faceva riferimento dice cose leggermente diverse.

L’azione del Governo non infrange in alcun modo la Convenzione di Ginevra: nessun profugo di guerra riconosciuto come tale è mai stato rimpatriato dall’Italia nel proprio Paese (e ci mancherebbe altro) ed il divieto di attracco fa parte delle prerogative di ogni Stato sovrano.

Una conferma indiretta che ciò che sto dicendo è vero deriva dal fatto che se e quando questo principio fosse minacciato, l’ UNHCR (l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati) potrebbe rispondere intervenendo con le autorità competenti e, se lo ritenesse necessario, dovrebbe informarne il pubblico. Non risultano ad oggi interventi formali di tale organismo ad eccezione di alcune “espressioni di preoccupazione” per la situazione che si sta creando sulle coste libiche e nel Mediterraneo. In ogni caso da parte di UNHCR non ci sono riferimenti alla Convenzione di Ginevra perché ai fatti in questione la Convenzione non si applica (per la semplice ragione che nessun profugo, a cui è stato riconosciuto il relativo status, è stato mai rimpatriato).

Ovviamente sono pronto a ricredermi se fosse dimostrato il contrario, ma ho l’impressione che anche in questo frangente si siano fatte affermazioni solo parzialmente vere per giungere a conclusioni sbagliate che, purtuttavia, sono coerenti – anche inconsapevolmente – al background politico ed ideologico di chi le ha tratte.

Arriva poi però l’immancabile rinforzo del dem Andrea Orlando (ciliegina sulla torta) il quale, seguendo la stessa logica (sbagliata), si rivolge al Ministro degli Interni: “non funziona così! O smentisce Spataro in punto di diritto dicendo che quella norma non esiste o la cambia!“.

Informiamo l’ex ministro della Giustizia:

  1. che invece funziona proprio così;
  2. che la norma esiste ma non c’entra nulla col caso specifico;
  3. che il Ministro degli Interni non può cambiare unilateralmente il Trattato di Ginevra (che peraltro non ha infranto).

 

Alla fine cosa rimarrà di tutto questo nella memoria collettiva del grande pubblico disattento?

Che gli immigrati ci pagheranno la pensione.

Che il Governo ha infranto la Convenzione di Ginevra.

Obiettivo raggiunto!!!

 

 

 

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