La memoria corta dei senatori PD

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Approvato oggi in Senato il Decreto Sicurezza e Immigrazione (con 163 sì, 59 no e 19 astenuti) fortemente voluto dalla Lega e dal Ministro degli Interni Matteo Salvini e fortemente osteggiato dalla sinistra e dal PD.

I senatori PD, partito politico di consolidata esperienza nella comunicazione che gli ha consentito di conseguire lo straordinario risultato di passare dal 40% al 15% dei consensi in pochi anni

, hanno inscenato la loro protesta in aula con l’ausilio di cartelli e magliette (questa volta bianche e non rosse, meno male) con la scritta:

Decreto Salvini
#meno sicurezza
#più clandestini.

Probabilmente nella foga di trovare una rima baciata che rendesse ancora più incisivo il mirabolante ed elaborato slogan contro il governo su un tema peraltro completamente dimenticato dai Dem nel corso del quinquennio dei governi da costoro sostenuti, essi sono inciampati in un paio di involontarie amnesie (che in una frase di 6 parole – se escludiamo dal conteggio i 2 hashtag – sono davvero troppe):

La prima è che il termine “clandestino” era stato praticamente bandito da quel politicamente corretto distribuito a piene mani dalla sinistra perbenista che si era così dovuta inventare alcuni termini surrogati che tuttavia avevano il difetto di non rendere bene il concetto. Ad esempio: profughi (in assenza di guerre), immigrati (che tali non sono in assenza di un lavoro), migranti (che tali non sono perché lungi dal transitare per il nostro Paese, finivano invece per rimanere qui). Oggi invece abbiamo assistito al ritorno in grande stile di questa “brutta parolaccia” grazie agli stessi progressisti che la volevano cancellare per sempre dal vocabolario. Piccola dimenticanza.

La seconda è che quegli stessi clandestini dei quali oggi i Democratici improvvisamente scoprono l’esistenza, sul nostro territorio ce li hanno fatti entrare proprio loro. Piccola dimenticanza anche questa.

Il fenomeno è spiegabile poiché si sa che i soggetti in pieno stato confusionale normalmente mostrano tra i sintomi più evidenti una certa carenza di memoria a breve. Tuttavia, per converso, è stato poi anche dimostrato che dimenticare le cose è sinonimo di intelligenza.

Che peccato. Se avessero utilizzato tutta questa vivace intelligenza quando erano al governo, oggi saremmo tutti più felici e contenti.

Ma non sarà forse che di esserci stati (e lungamente) al governo, loro, si siano già dimenticati?

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