Boeri, vai a casa!

Festival del Lavoro. Milano. Oggi.

Tito Boeri, nostro malgrado presidente dell’Inps, ne ha sparata un’altra delle sue. Anzi, per la verità è sempre più o meno la stessa sparata che gira e rigira. Ha anche poca fantasia, il ragazzo.

Cito testualmente: “un azzeramento dei flussi migratori è un problema serissimo per il sistema pensionistico italiano. Avere più immigrati regolari ci permetterebbe fin da subito di avere dei significativi flussi contributivi di ingresso nel nostro mercato del lavoro”.

Il Ministro degli Interni ha prontamente commentato: “ma basta!”.

Voglio provare ad interpretare il pensiero di Matteo Salvini.  Anzitutto il mitico Boeri ha corretto il tiro perché nella sua odierna esternazione ha precisato meglio parlando di “immigrati regolari” mentre in precedenza erano immigrati “tout court” in omaggio al pensiero dominante in base al quale anche i semianalfabeti dequalificati importati a guarnigioni dall’Africa ai bei tempi andati di Renzi, erano in fin dei conti le preziose risorse che ci avrebbero pagato le pensioni.

Ora si dà il caso che la balla sia stata smontata (ci crede ancora solo qualche ingenuotto perso nella foresta e intontito dagli incantatori di serpenti radical chic di sinistra) perché anche i banchi hanno capito che chi lavora in nero o spaccia droga o vive di sussidi non versa contributi. Eppure, per anni, gli eroici piddini avvocati delle cause perse hanno propinato alla gente la bella favoletta pensando di avere a che fare con poveri babbei i quali evidentemente tanto babbei non erano visto che il 4 marzo li hanno mandati a casa tutti con una pedata stampata nel didietro (la festa è proseguita poi anche alle amministrative).

Oggi il prode Boeri, capendo che l’aria è un tantino cambiata, volendosi parare il deretano, corregge il tiro e precisa “immigrati regolari”.

Ma anche stavolta la fa fuori dal vaso.

Vediamo di capirci caro Boeri.

Se le ragazze italiane non vogliono fare le badanti perché gli anziani sono “rompiballe” e i ragazzi italiani non vogliono fare i muratori perché “si fa fatica”, allora è evidente che dovremo aprire le porte alle quote di immigrazione regolare. Ma così è sempre, stato caro Boeri (persino prima di te, pensa).

Ma tu non parlavi di questo.

Tu dicevi un’altra cosa.

Tu parlavi di “flussi contributivi”. E i flussi contributivi rischiano di diminuire perché siamo in crisi demografica. E siccome siamo in crisi demografica, secondo il pensiero unico dominate la geniale soluzione sarebbe quella di importare, ORA,  stranieri a più non posso.

Caro Boeri, ma tu lo sai che nel nostro Paese ci sono 3 milioni di disoccupati? Che il 40% dei giovani non lavora? E che volentieri lavorerebbero se solo ne avessero l’opportunità?

Lo sai, caro Boeri, che se quei 3 milioni di disoccupati lavorassero tu NON avresti il problema dei “flussi contributivi”?

La tua teoria del piffero sarebbe valida se fossimo in regime di piena occupazione. Piena occupazione e declino demografico ergo necessità di manodopera dall’estero. Ma forse a te sfugge, caro Boeri, che siamo ben lontani dalla piena occupazione.

E che se per caso un giorno raggiungessimo mai questo risultato, allora sì che dovremmo importare forza lavoro. E la importeremmo come aggrada a noi, in base alle esigenze del Paese. E solo allora, non ora.

Perché mai dovremmo far arrivare qui stranieri per rimpolpare i contributi versati quando potrebbero farlo i giovani italiani, se avessero un lavoro?

Sono esterrefatto da tanta superficialità.

O forse non è superficialità. Forse c’è dell’altro. Eh sì, perché non posso pensare che il capo dell’INPS possa dire una simile raffica di idiozie che neppure un bambino si sognerebbe di pensare.

Il signor Boeri fa parte di quella nomenklatura di derivazione comunista ormai sul definitivo viale del tramonto che ha appoggiato e foraggiato la disastrosa politica migratoria degli ultimi anni e che, ormai fuori dai giochi, tenta gli ultimi disperati colpi di coda. Boeri lo fa da una posizione privilegiata in qualità di capo della previdenza italiana. Un pulpito dal quale ci si aspetta che arrivino verità, indicazioni autorevoli. Ma così non è. “Ripetete una bugia cento, mille volte e diventerà una verità”. Insomma, a forza di dire cretinate qualcosa alla fine rimarrà.

Caro Boeri, valle a raccontare a qualcun altro queste frottole.

La gente si sta svegliando. Il vento sta cambiando.

Vai a casa, per favore.

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11 commenti

  1. Ma che cavolo scrivi Francesca? Non sono uno di quelli attaccato 24 ore su 24 alla rete. Sì è un post xenofobo che non fa che ripetere quello che predica il fascista Salvini. Vi piaccia o meno, non solo è nostro dovere accogliere i migranti, ma ne abbiamo anche bisogno. Volete controbattere quello che ha detto Boeri? Fatelo con i numeri e non con gli slogan. I dati se volete sono disponibilissimi tramite l’inps ed i vari ministeri.

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    • Gentile Andrea, se chiedere che i disoccupati italiani (ma anche gli stranieri regolari disoccupati) possano lavorare e se chiedere che l’immigrazione sia regolata dallo Stato é razzista e xenofobo, allora le confermo che sono razzista e xenofobo. Circa il dovere di accogliere La informo che in nessun Paese del mondo l’immigrazione clandestina é tollerata. Se non ci crede, provi ad entrare in qualunque Stato senza documenti e poi mi faccia sapere cosa le han detto. Nessuno ha nulla da dire contro chi vuole onestamente lavorare nel nostro Paese, ci mancherebbe. Ma da qui a dire che abbiamo bisogno di flussi migratori con milioni di disoccupati autoctoni, beh il salto é arduo. Ripeto, Boeri avrebbe ragione se fossimo in piena occupazione. Cosa che, mi pare, non é. Sul tema penso sia meglio avere un approccio logico e non ideologico. Cordialmente.

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  2. i casi sono due: a) il soggetto è assolutamente incapace di fare il lavoro per il quale è pagato b) è in assoluta malafede. Non saprei quale scegliere….. a quell’anima pia e farfallina di Francesca vorrei chiedere se ha un lavoro, se arriva a fine mese bene, se puo’ uscire di sera a mangiare un gelato da sola, se è tranquilla per il futuro di figli e nipoti, se all’ospedale è trattata bene o….. Il pietismo buonista ci ha ridotto come siamo ora , posso capire l’ingenuità ma non la perseveranza nell’errore. amen .

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