Donald Trump premio Nobel per la Pace

È passato ormai un anno e mezzo dalla “inaspettata” vittoria elettorale del presidente Trump.
Un anno e mezzo durante il quale le sue politiche economiche hanno indiscutibilmente rilanciato gli Stati Uniti che stanno mettendo a segno un record dopo l’altro: il Pil è alle stelle, la borsa vola, i dati sull’occupazione sono i migliori da 44 anni a questa parte (1974).
Tutto ció con buona pace dei suoi oppositori interni ed internazionali. Ve li ricordate i rappresentanti della nomenklatura progressista nostrana? Sbraitavano con la bava alla bocca contro chi appena eletto non aveva ancora neppure avuto il tempo di sistemare le penne nel bicchiere sulla scrivania della Sala Ovale. Oggi che dicono?
Poveretti. Questi quattro sfigati non ne imbroccano una neanche per sbaglio. Se non fosse che sono pericolosi farebbero tenerezza.
Sono gli stessi che dall’alto della loro intrinseca superioritá morale ed intellettuale prefiguravano foschi orizzonti da terza guerra mondiale. In effetti forse ci siamo andati vicini, ma non a causa di Trump bensí del presidente nordcoreano Kim. Non era lui (comunista come comunisti sono gran parte degli oppositori nostrani del capo della Casa Bianca) che spediva missili a destra e a manca nella speranza un giorno di infilare in uno di questi una bella testata nucleare? Eppure dai comunisti di casa nostra silenzio di tomba su Kim, camionate di merda su Trump.
Poi all’improvviso accade l’imprevedibile. Trump e Kim si incontrano, si stringono la mano, firmano un trattato storico. Forse adesso il mondo è un poco piú sicuro. Merito indiscutibile dell’amministrazione americana (e anche un pó della Cina).

Travasi di bile a sinistra come se piovesse.

Quindi mi unisco ai 18 deputati repubblicani del Congresso che hanno candidato il presidente Donald Trump per il prossimo premio Nobel per la Pace (nel 2019).
In fin dei conti se il Nobel per la Pace l’ha preso persino Obama non vedo perché non dovrebbe meritarlo Trump.
Barack Obama (amico fraterno dei progressisti non solo italiani) e la sua amministrazione, si sono resi responsabili di azioni di guerra di una violenza inaudita nei confronti di Stati sovrani e di civili inermi (vedi qui).

Trump, sinora e sino a prova contraria, no.

Ve lo immaginate il “razzista, xenofobo, pericoloso, maschilista, maleducato, incivile, sbruffone e antipatico ecc…” Donald Trump ritirare il Premio Nobel per la Pace il 10 dicembre 2019 ad Oslo?

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