Bergoglio, basta!

Non è poi così scontato che un leader o ritenuto tale debba necessariamente meritarsi il rispetto di tutti. Nella fattispecie, il mio personale parere è che Bergoglio non ne meriti. Faccio alcuni esempi ma la lista potrebbe essere molto lunga. Comprendo che bisogna parlare un linguaggio semplice per essere capito dai semplici e forse anche che non sia necessario essere un fine teologo (come Sua Santità Benedetto XVI ad esempio) per esercitare il ministero di Sommo Pontefice, ma ciò non significa che si possa stravolgere e reinventare la storia e la teologia. Del mio modesto avviso sono anche i 60 firmatari (teologi ed alti prelati) della “Correctio filialis” con la quale si contestano a Bergoglio ben “7 proposizioni false ed eretiche da lui propagate nella Chiesa” (sottolineo eretiche).

Altra considerazione più terra terra: è incomprensibile l’intesa di amorosi sensi verso quel mondo nemico giurato dei Cristiani rappresentato dall’Islam (che a Bologna ha pubblicamente “condiviso le posizioni del Papa sull’accoglienza” – che strano vero? hanno capito su chi contare…) e del quale i rappresentanti vengono ADDIRITTURA ricevuti direttamente in Vaticano: il 22 settembre Bergoglio ha accolto con tutti gli onori e con scambio di doni Muhammad bin Abdul Karim al-Issa segretario generale del Muslim World League (MWL) organizzazione privata che, forte di un budget di miliardi di dollari, esporta dagli anni ’60 in tutto il mondo l’ideologia wahhabita, la più intransigente e sanguinaria versione dell’islam in circolazione. Quella responsabile dell’ecatombe dei Cristiani nel mondo, tanto per capirci. Cosa avrà detto il lupo all’agnello? Anche lui ha dichiarato di condividere le posizioni di Bergoglio sull’accoglienza indiscriminata nella nostra Europa pur essendo cittadino di un Paese come l’Arabia Saudita che non accoglie proprio nessuno (dico nessuno!). E cosa avrà chiesto l’agnello al lupo? Di diventare vegetariano? Quale è stato il significato ecumenico/pastorale di questo incontro? Dato l’interlocutore non credo che ve ne sia alcuno. Allora forse si è trattato di un incontro di Stato? No di sicuro: l’arabo in questione non rappresentava uno Stato né un governo ma solo se stesso e la propria – chiamiamola così – organizzazione.

È un bel mistero, vero?

In attesa dell’epilogo di questa improbabile “novela” argentina ogni 6 minuti continua ad essere ucciso un cristiano in quanto tale e l’ultimo mussulmano che ha cercato di convincere i suoi a reinterpretare l’islam in chiave moderna e meno monolitica è stato decapitato in Iran dai propri correligionari nel 1990. Da allora ad oggi non si registrano ulteriori tentativi (chissà perché).
Sono estremamente preoccupato per il futuro della nostra civiltà, della nostra religione e della nostra Chiesa.
Di seguito c’è un link con l’intervento al Meeting di 2 anni fa di Padre Douglas Al-Bazi parroco di Erbil in Iraq. Lui conosce molto bene i nuovi “amici” di Bergoglio. Chissà se “il papa rivoluzionario” tra un leader wahhabita e l’altro troverà il tempo di fissargli un’udienza in Vaticano? Sarebbe una bella dimostrazione di rispetto verso tutti i Cristiani che soffrono nel mondo. https://youtu.be/PiYrzcUG5Kw

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